In un mondo dominato dalla rapidità digitale e da un vocabolario sempre più ridotto, la lingua italiana ritrova la sua profondità. Esce in questi giorni infatti, per i tipi di Audax Editrice, il “Dizionario dei termini desueti ad uso letterario, filosofico e poetico”, la nuova opera del filosofo e saggista friulano Emanuele Franz.
L’opera non è un semplice elenco di arcaismi per specialisti, ma uno strumento vivo e di immediata consultazione. Con 481 lemmi selezionati con cura millimetrica, il Dizionario si propone come un “prontuario universale” per chiunque cerchi la parola esatta: dal poeta al saggista, dal traduttore al professionista che desidera conferire autorevolezza ai propri discorsi. Il volume si avvale della prestigiosa prefazione di Gian Biagio Conte, professore emerito alla Scuola Normale Superiore di Pisa e figura di riferimento della filologia classica a livello internazionale, il quale definisce l’opera «frutto laborioso di 30 anni di ricerche e di studio, un’impresa che si presenta notevolissima e che merita un grande apprezzamento».
Il Dizionario colma un vuoto nel panorama editoriale. Mentre il mercato offre repertori tecnici o dizionari specialistici per filologi, il lavoro di Emanuele Franz è concepito per l’uso contemporaneo. Recuperare termini dimenticati significa, per l’autore, restituire dignità al pensiero e «sovranità sulle relazioni, in un’epoca in cui la povertà di linguaggio rischia di tradursi in povertà di spirito». Il testo, 100 pagine ad un prezzo di copertina di 15 euro, può essere ordinato sul sito dell’editore: www.audaxeditrice.com

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In copertina, il filosofo friulano Emanuele Franz con il suo nuovo libro.

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